Giornata storica per la Tunisia, si vota per l’elezione dell’Assemblea Costituente.

Dopo nove mesi dalla caduta del Presidente Ben Ali la Tunisia andrà oggi a votare per eleggere i rappresentanti dell”Assemblea Costituente.

Più di 10.000 i candidati su 1522 liste in tutto il territorio tunisino per 217 posti disponibili.

I candidati che saranno eletti dovranno elaborare la legge fondamentale del paese, legge che determinerà il quadro generale della vita politica, economica, sociale, culturale e religiosa della Tunisia.

Il partito islamista Ennhada guidato da Rached Ghannouchi sembra essere il favorito alla vittoria di queste elezioni. Il programma presentato dal partito indica esplicitamente l’applicazione della sciaria anche se durante i comizi effettuati in queste settimane i candidati del partito precisano che non obbligheranno nessuna donna ad indossare il velo. Il partito Enhada in passato é stato vittima di una feroce repressione da parte dell’ex presidente tunisino.

Tra le vittime di questa repressione c’é anche Hamadi Jebali, uno dei pretendenti in questa elezione post Ben Ali. Ha passato 16 anni in prigione e 10 di questi in completo isolamento. Jebali mette in guardia il popolo tunisino sostenedo che bisogna cambiare mentalità altrimenti la dittatura puo’ sempre ritornare.

Il partito Ennhada ha concluso la sua campagna elettorale riempendo l’intero stadio della cittadina di Ben Arous.

Il Partito Democratico Progressista, partito di centro destra fondato dall’avvocato Ahmed Néjid Chebbi, sembra essere il partito più valido a contrastare Ennhada. Néjid Chebbi ha comunicato a nome di tutto il PdP che non faranno alcuna alleanza con il partito islamista. Il leader del partito afferma di volersi ispirare al modello della rivoluzione spagnola contro il generale Franco.

Mustapha Ben Jafaar, anziano medico da sempre all’opposizione del vecchio regime si candida nelle file del partito di centro destra Ettaktaol. Per Mustapha Ben Jafaar la “bipolarizzazione della politica é nefasta, é generatrice di tensioni”.

L’Unione Popolare Repubblicana si propone di rappresentare il vero volto della Tunisia, quello multiculturale e multireligioso.

Tra i suoi candidati Gilles-Jacob Lellouche di origine ebraica. Gilles-Jacob Lellouche sostiene di aver scelto di presentarsi con l’Unione Popolare Repubblicana proprio perché é un partito moderato e contro gli estremismi.

Si é parlato molto della sua candidatura, nei vari blog tunisini é apparsa più volte la domanda se ci si puo’ fidare di un ebreo per la guida del paese. La diffidenza é molta anche se Gilles-Jacob Lellouche é un cittadino tunisino a tutti gli effetti, sono 25 generazioni che la sua famiglia é arrivata in Tunisia.

Il Congresso per la Repubblica é uno dei pochi partiti tra quelli presenti che negli anni passati non é mai sceso a patti con il regime di Ben Ali e non é mai stato coinvolto in affari occulti. Durante il governo di Ben Ali era un partito illegale, un partito ostile al regime e i suoi candidati erano costretti alla clandestinità.

Poche le candidate donne, 292 in tutto anche se il 50% delle quote é riservato a loro.

E’ il Polo Democratico modernista a presentare il numero maggiore di candidate, ben 16 su 33 liste.

Souad Abdelrahim concorre nelle file di Enhada lista Tunisi 2 e sembra avere molte possibilità di vittoria.

Maya jridi che concorre invece con il Partito Democratico Progressista ha lanciato un appello alla partecipazione di massa da parte delle donne che credono negli ideali del partito.

Da giovedi 20 ottobre fino a sabato 22 ottobre 2011 più di 700 mila tunisini residenti all’estero hanno potuto esprimere il proprio voto e contribuire alla rinascita della Tunisia. Hanno potuto scegliere tra 18 candidati alla rappresentanza dell’Assemblea Nazionale Costituente.

Hanno potuto votare anche tutti i cittadini tunisini che non hanno fatto in tempo a iscriversi presso le liste elettorali estere,unico requisito richiesto essere in possesso di passaporto e carta consolare.

Molte le iniziative iniziate già negli scorsi mesi per incoraggiare il popolo ad andare a votare. Nonostante questo circa il 45% su 8 milioni di tunisini non si sono iscritti in alcuna lista elettorale anche se potranno comunque votare presentando la carta di identità.

Tra le iniziative troviamo il ”bus cityen” attivo dallo scorso giugno. Iniziativa apolitica nata per aiutare i cittadini a capire come funziona il processo elettorale e a sensibilizzarli sull’importanza dell’iscrizione alle liste elettorali e dell’importanza di partecipare al voto.

Un altra iniziativa interessante é data da video realizzato dalla socità Propaganda Productions per conto dell’associazione ingaggio dei cittadini apparso su youtube. Il video mostra Ben Ali, l’ex presidente tunisino e subito dopo una scritta: “Attenzione la dittatura puo’ ritornare, votate il 23 ottobre”.

Approfondimenti

http://bigbrowser.blog.lemonde.fr/2011/10/19/frayeur-une-video-simule-le-retour-de-ben-ali-pour-inciter-les-tunisiens-a-voter/

http://www.lemonde.fr/tunisie/portfolio/2011/10/17/tunisie-les-principaux-acteurs-des-elections_1588949_1466522.html#ens_id=1585247

http://www.lapresse.tn/20102011/38852/plus-de-700-mille-tunisiens-a-letranger-votent-aujourdhui.html

http://www.lemonde.fr/tunisie/article/2011/10/17/en-tunisie-l-irresistible-ascension-d-ennahda_1588975_1466522.html#ens_id=1585247

http://www.lemonde.fr/afrique/article/2011/10/22/la-tunisie-decouvre-la-democratie-et-ses-regles_1592333_3212.html#ens_id=1585247

hhttp://www.lapresse.tn/22102011/38984/tout-le-monde-en-route-pour-le-23-octobre-2011.htmlttp://www.buscitoyen.com/

http://www.kapitalis.com/fokus/62-national/5798-gilles-jacob-lellouche-un-tunisien-de-confession-juive-candidat-a-la-constituante.html

http://www.sentinelle-tunisie.com/edito/item/le-bal-des-pretendants

http://www.sentinelle-tunisie.com/politique/item/de-la-revolution-a-la-constitution?category_id=9

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Torino: Da giorni 61enne in sciopero della fame.

Da due giorni Satta fa lo sciopero della fame

Dal 14 settembre 2011 Satta Piero Giorgio fa lo sciopero della fame davanti al Municipio di Torino per richiedere il reintegro presso i cantieri di lavoro erroneamente interrotti e arrivare fino al conseguimento della tanto agoniata pensione.

Il Signor Satta é rimasto infatti vittima di un ingappo burocratico che inspiegabilmente sembra di difficile  soluzione.

Il Signor Satta nel 2009 rientrava tra quei soggetti che avevano maturato i contributi e i requisiti per poter terminare la carriera lavorativa presso i cantieri di lavoro della città di Torino.

Nel caso specifico il contratto firmato dal Signor Satta aveva come scadenza il 30 novembre 2011. Purtroppo pero’ nel giugno del 2010 il rapporto lavorativo del Signor Satta nei cantieri di lavoro termina perchè il Signor Satta non risulta più in possesso di uno dei requisiti necessari e cioé quelli concernenti le settimane contributive.

All’Inps di Torino infatti risultavano nel giugno 2010 solo 1587 settimane contributive, non sufficenti per il raggiungimento della pensione.

Al Signor Satta risultano invece 1767 settimane contributive, fa ricorso all’Inps che rettifica il proprio errore e reintegra le 180 settimane contributive mancanti.

Il problema sembrerebbe risolto, un errore nulla di più. Le cose invece dal giugno 2010 non sono cambiate, il Signor Satta non percepisce salario e non lavora da allora, é diabetico ed ha ricevuto lo sfratto.

Esasperato ha deciso di protestare, di far conoscere la sua storia e sopratutto chiede il rientegro al lavoro.

Intervista del Movimento 5 Stelle di Torino al Signor Satta

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Mosca: Manifestazione a favore dei diritti degli omosessuali repressa dalle forze militari.

Sabato 28 maggio a Mosca gli omosessuali hanno sfidato il governo manifestando senza autorizzazione per rivendicare i propri diritti.

A Mosca i gay non hanno mai avuto il diritto di manifestare liberamente, inutili le domande ufficiali fatte al governo dal movimento gay russo.

Numerosi i partecipanti alla marcia pacifica, tra gli slogan “La Russia non’é l’Iran” e “La Russia senza omofobia”, naturalmente presenti le bandiere arcobaleno, simbolo del movimento di liberazione internazionale. 

I manifestanti sono stati attaccati da un gruppo di cristiani ortodossi, la polizia ha fermato e arrestato entrambi, assalitori e assaliti.

Secondo alcune testimonianze dei manifestati sarebbero stati brutalmente arrestati.

Venerdi’ sera l’associazione GayRussia aveva comunicato di non voler nuovamente  piegarsi a questa interdizione e che quindi la manifestazione prevista per il sabato ci sarebbe stata.

Tra le tappe della manifestazione la tomba del milite ignoto, un modo per poter onorare la memoria dei combattenti sovietici che hanno lottato contro il regime nazista che ha causato la morte di moltissimi omosessuali.

Un gioralista dell’AFP presente al momento degli scontri é riuscito a intervistare alcuni contestatori cristiani ortodossi, tra essi un certo Leonid Simonovitch-Nikich, uno degli assalitori.

Per questo cristiano ortodosso il loro compito é di impedire che tutto cio’ si produca aggiungendo che se Dio ha bruciato Sodoma e Gomorra farà lo stesso con Mosca se loro non impediranno tutto cio’.

Sempre secondo il giornalista altri contestatori della marcia pacifica hanno bruciato la foto di Elton John, simbolo della lotta al riconoscimento dei diritti agli omosessuali.

Tre gli arrestati risultano anche tre manifestanti stranieri, Dan Choi americano noto per la lotta dei diritti degli omosessuali, il britannico Peter Tatchell e il francese Louis-George Tin e 18 attivisti russi tra cui Anna, una delle organizzatrici del Mosca Pride.

Al momento secondo il sito web gayrussia tutti gli arrestati sarebbero stati rilasciati.

Anche in questa manifestazione la tecnologia si é fatta sentire, molti partecipanti sono riusciti a discutere di tattiche e piani di difesa tramite skype, il sito web del gayrussia é stato costantemente aggiornato dai partecipanti. 

Fonte:

http://www.liberation.fr/monde/01012340147-moscou-une-marche-gay-violemment-reprimee

http://www.gayrussia.eu/en/

http://twitter.com/#!/ltdanchoi

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Egitto: L’ex Presidente Moubarak e le sue due figlie saranno giudicati per la morte dei manifestanti e per corruzione.

Hosni Moubarak, ex presidente egiziano sarà giudicato per il reato di corruzione e per la morte di molti manifestanti durante le sommosse che hanno fatto cadere il suo regime trentennale. Stessa accusa per le due figlie, Alaa e Gamal.

Secondo una stima ufficiale i manifestanti uccisi durante le rivolte sono 846.

Lo scorso 22 maggio un poliziotto é stato condannato a morte dalla Corte di Assise del Cairo per aver ucciso dei manifestanti nella rivolta dello scorso 25 gennaio 2011.

Questà é stata la prima sentenza di pena capitale da quando é caduto lo scorso 11 febbraio il regime di Moubarak.

Il poliziotto condannato é colpevole della morte di 20 manifestanti, di tentato omicidio per altri 3 manifestanti e di aver ferito almeno altre 15 persone.

Le testimonianze rese raccontano che il poliziotto ha sparato per 5 ore dall’interno del commissariato del Cairo sui manifestanti.

Fonti:

http://www.lesoir.be/actualite/monde/2011-05-24/moubarak-et-ses-fils-vont-etre-juges-841878.php

http://fr.allafrica.com/stories/201105231091.html

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Palestina: Seconda marcia del ritorno in Palestina prevista per il prossimo 5 giugno

La seconda marcia del ritorno del popolo palestinese é prevista per il prossimo 5 giugno, giorno della ricorrenza dell’aggressione sionista del 1967.

Il comitato organizzatore della marcia del ritorno invita la popolazione palestinese ed araba a marciare nuovamente verso i territori occupati, invita i rifugiati palestinesi che si trovano in altre parti del mondo a raggiungere le frontire e partecipare in massa alla marcia.

La prima marcia del ritorno si é svolta lo scorso 15 maggio, in occasione della ricorrenza del 63mo anno della Nakba, il giorno della catastrofe palestinese.

Fonte:

http://www.french.moqawama.org/essaydetails.php?eid=3614&cid=282

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Pakistan:I militanti del Tehrik-i-Taliban Pakistan attaccano la base navale PNS Mehran per rivendicare la morte di Osama Bin Laden

La base navale PNS Mehran, a 10 km dalla città di Karachi é sotto assedio da domenica sera (22 maggio 2011). Secondo fonti Ansa ci sarebbero state almeno 25 esplosioni, l’utilizzo di lanciarazzi ed esplosivi. Difficile quantificare ancora il numero dei morti e dei feriti e se tra questi sono presenti civili di altre nazionalità.

La base PNS Mehran é il quartier generale della marina pakistana e dista circa 25km da Masroor dove si trova la più grande base aerea del paese.

Il gruppo talebano Tehrik-i-Taliban ha rivendicato l’attacco attribuendone la motivazione all’uccisione di Osama Bin Laden.

Karachi é un importante porto logistico per la Nato, sabato era stata invasa da due giorni di sit-in di protesta da parte degli attivisti del gruppo Tehreek-e-Insaf che chiedono al proprio governo di interrompere la cooperazione con Washington. Per i militanti di Tehreek-e-Insaf  quello che accade in Pakistan é una guerra americana e non pakistana.

Secondo il ministro dell’interno pakistano, Rehman Malik questo é un attacco contro il Pakistan e non semplicemente contro una base navale.

Fonti:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/23/visualizza_new.html_846843346.html

http://www.thenews.com.pk/NewsDetail.aspx?ID=15932

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Tunisia: Sono passati quattro mesi dalla caduta del regime di Ben Ali, molto si é fatto ma le manifestazioni non cessano, il popolo é scontento e le elezioni dell’assemblea costituente vengono rinviate ad ottobre.

La Tunisia affronta una nuova ondata di malcontento per l’operato del Governo transitorio, le manifestazioni si susseguono e purtroppo la repressione della manifestazione popolare ha intrapreso una nuova via.

Sicuramente l’annuncio avvenuto tramite la Tap, agenzia di stampa ufficiale tunisina che le elezioni per l’Assemblea Costituente, la prima dopo Ben Ali’ prevista per il 24 luglio sarà rimandata a data futura, presumibilmente in ottobre non farà che peggiorare una situazione già tesa.

Secondo le dichiarazioni ufficiali a causa di problemi tecnici e logistici le elezioni dovranno essere rinviate al 16 ottobre.

E’ dallo scorso 5 maggio che la situazione sembra precipitare nuovamente, da quando sul network un video dell’ex ministro dell’interno Farhat Rajhi annunciava un colpo di stato militare  nel caso in cui il partito politico islamico Ennahda vincesse le elezioni. Nello stesso video Rajhi accusa il governo di essere sotto l’influenza dei clan politico finanziari molto vicini al vecchio partito politico al potere, l’RCD.

Farhat Rajhi, anziano magistrato dopo la diffusione del video é stato rimosso dall’incarico e dovrà presentarsi davanti la giustizia militare con l’accusa di “attentato alla sicurezza dello Stato”.

I giorni successivi all’uscita del video in questione sono rincominciate le manifestazioni di protesta presso la piazza Bouguiba, manifestazioni che sono state represse con molta violenza e ferocità, esattamente come avveniva sotto la tirannia di Ben Ali. Sempre negli stessi giorni in alcuni quartieri sono avvenuti dei saccheggi selvaggi. La situazione molto tesa ha quindi fatto si che il governo dichiarasse nuovamente la necessità dell’utilizzo del coprifuoco durante le ore serali e notturne a Tunisi.

Fonte:

http://www.liberation.fr/monde/01012338032-la-tunisie-agitee-par-des-tensions-post-revolutionnaires

http://www.liberation.fr/monde/01012338846-tunisie-la-commission-electorale-propose-le-report-des-elections

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